Dopo che il ministro degli Esteri iraniano ha lanciato segnali di de-escalation nel dialogo, un mediatore è intervenuto per comunicare con Stati Uniti e Iran; in realtà, per USA e Iran, finché la finestra di dialogo non viene completamente chiusa attraverso canali ufficiali, la situazione può ancora avere una svolta.
Tuttavia, la pubblicazione dei dati reali sul traffico nello Stretto di Hormuz potrebbe diventare una delle principali ragioni della posizione dura di Trump.
Secondo un rapporto di Reuters basato sulla valutazione dell'agenzia di tracciamento navale Kpler, l'output energetico del Medio Oriente a settembre è tornato a 12,8 milioni di barili al giorno; sebbene sia ancora inferiore ai 18 milioni di barili al giorno pre-bellici, è un netto miglioramento rispetto ai precedenti 6 milioni di barili al giorno.
Questi dati, riconosciuti sia da Reuters che da Kpler, sono altamente affidabili; se fossero veri, l'atteggiamento duro di Trump potrebbe derivare proprio da queste cifre.
Con le tensioni nei negoziati tra USA e Iran, un recupero dell'output energetico mediorientale potrebbe effettivamente indurire ulteriormente la posizione di Trump, il che non è favorevole all'attuale dialogo tra le due parti.
Tuttavia, è importante notare che la notizia del miglioramento dell'output energetico è arrivata a mezzogiorno, ma il Brent non è sceso significativamente fino a quando non è trapelata la notizia che un intermediario stava trasmettendo messaggi tra USA e Iran, momento in cui i prezzi dell'energia sono calati visibilmente.
È evidente che, per la situazione attuale tra USA e Iran, il mercato non si affida e non prezza chiaramente i dati reali, ma resta più concentrato sull'andamento dei negoziati tra USA e Iran! #美伊继续磋商霍尔木兹开放条件
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