Analisi approfondita del crollo di 2000 punti di BTC: non è una questione di notizie, è il debito pubblico USA che sta facendo danni
Alle 15:34, BTC a 82.918, -1,78% nelle 24 ore. Partendo dalle 8:15 del mattino a 84.974, in 7 ore è sceso di 2.000 punti. Liquidazioni totali sulla rete per 192 milioni, con il 74% delle liquidazioni su posizioni long.
La triplice logica di questa discesa:
Primo livello: rendimento del debito USA al 5,18%, massimo da 17 anni. Rendimento privo di rischio oltre il 5%, Bitcoin a rendimento zero e alta volatilità, è inevitabile un deflusso di capitali. Non è una questione del mondo crypto, ma della valutazione globale degli asset.
Secondo livello: Trump rifiuta il piano di cessate il fuoco con l'Iran. La crisi nello Stretto di Hormuz non si risolve, il petrolio Brent supera i 98 dollari, aumenta il sentimento di rifugio sicuro.
Terzo livello: tecnico, tre tentativi falliti di superare 85.000. Dopo la rottura della media mobile oraria a 84.400, le vendite si sono accelerate, è un passo falso dei rialzisti, non una svendita da parte dei ribassisti.
La mia posizione: griglia short 10x su BTC + griglia short 10x su ETH. Finalmente è arrivata una direzione, ma a dire il vero, dopo tanto tempo è stato difficile e non ho ancora guadagnato!
Livelli chiave della settimana: sotto 80.516 c'è un'area di liquidazione intensiva di posizioni long da 1 miliardo, sopra 88.520 c'è un'area di liquidazione di posizioni short da 985 milioni. I dati di martedì e mercoledì decideranno la direzione.
In sintesi: il rendimento del debito USA è il vero protagonista di questo movimento.
Se fossi il protagonista, liquideresti le posizioni long verso il basso o le posizioni short verso l'alto?
$BTC$ETH$ZEC
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